“Se la scrittura non diventa un’arma, siamo perdut*”

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“…per questo parlo di transfemminismo, perché credo che si debba mettere in discussione la naturalità della divisione sessuale binaria.”

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El Espectador 6 febbraio 2014.

Intervista a Beatriz Preciado

di Sara Malagón Llano

 La filosofa spagnola Beatriz Preciado parla di transfemminismo, teoria queer e della sua esperienza con il testosterone che si è tradotta in un “saggio corporeo” dal titolo Testo Yonqui.

Lei ha studiato filosofia e successivamente ha concluso un dottorato in teoria dell’architettura. Si è dedicata prima all’uno poi all’altro per piacere o crede che ci sia una connessione tra i due?

Da sempre mi sento differente, ho sempre avuto la sensazione di essere fuori dalle norme dato che gli altri mi vedevano come diversa. Fin da piccola mi chiamavano “la lesbica”. Poi, ho trovato nella filosofia un luogo per poter acquisire un insieme di strumenti critici che mi avrebbero permesso di ridefinire le relazioni tra il normale e il patologico. Non ero malato o malata, per questo sentivo di dover ridefinire i termini e…

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3 pensieri su ““Se la scrittura non diventa un’arma, siamo perdut*”

  1. Esther Píscore

    Mi è piaciuto molto l’articolo sul film “The Wolf of Wall Street” e volevo chiedervi permesso per tradurlo allo spagnolo. Saluti.

  2. Paolo

    convivere, sposarsi, essere genitori sono scelte..le coppie etero innamorate (e anche non innamorate, a dire il vero) possono compierle se vogliono, ed è giusto che altrettanto possano fare le coppie gay che lo desiderano, non c’è nulla di “normalizzante” o oppressivo in questo

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